Shoals Technologies Group e Array Technologies hanno proposto una fusione che unirebbe le due società solari quotate al Nasdaq e integrerebbe i loro prodotti elettronici balance-of-system (EBOS) e gli inseguitori solari. L’operazione è subordinata all’approvazione degli azionisti e dovrebbe concludersi all’inizio del 2027.
In base all’operazione proposta, che prevede uno scambio di azioni, gli azionisti di Shoals riceverebbero 1,6931 azioni di Array per ogni azione Shoals. Possiederebbero circa il 65% della società risultante dalla fusione, mentre agli azionisti di Array spetterebbe il restante 35%. I documenti per gli investitori prevedono ricavi compresi tra 2,2 e 2,4 miliardi di dollari nel 2027.
Array rimarrebbe il successore legale, una struttura pensata per evitare il rifinanziamento del debito esistente. Il nome della società risultante dalla fusione e il suo simbolo di quotazione al Nasdaq saranno annunciati in seguito. Il CEO di Shoals, Brandon Moss, guiderebbe l’attività, mentre il CEO di Array, Kevin Hostetler, ricoprirebbe il ruolo di consulente speciale.
Le società affermano che la fusione potrebbe incrementare le vendite ai clienti esistenti, favorire lo sviluppo di nuovi prodotti e offrire opportunità di espansione internazionale. Durante una conference call con gli investitori il 4 novembre, Moss ha dichiarato che solo il 20% del volume combinato dei progetti delle società nel 2025–26 ha utilizzato prodotti di entrambe le aziende. Ha descritto questo dato come un’opportunità di cross-selling, stimando vendite aggiuntive fino a 2,5 miliardi di dollari se ciascuna società fornisse la propria gamma completa di prodotti a tutti i progetti serviti dall’altra.
Moss ha inoltre indicato possibili sviluppi di prodotto che potrebbero integrare i componenti già nelle prime fasi del processo di progettazione, tra cui sistemi di gestione dei cavi e di inseguimento solare, kit EBOS e SBOS preprogettati e strumenti digitali per coordinare le configurazioni meccaniche ed elettriche.
L’operazione proposta comprende il riacquisto, per 317,5 milioni di dollari, di una classe speciale di azioni di Array detenute dagli investitori, che attualmente conferisce diritti di pagamento prioritari. Le società prevedono che il riacquisto riduca gli esborsi futuri e lasci più liquidità a disposizione dell’attività. Citano inoltre gli ammortamenti fiscali di Shoals, pari a circa 1,6 miliardi di dollari, e le perdite operative nette di 237 milioni di dollari come possibili strumenti per ridurre il reddito imponibile e gli obblighi fiscali in contanti per diversi anni.
Fonti: pv magazine.
