Il Brasile ha pubblicato una tabella di marcia volontaria per aiutare i paesi a pianificare la transizione verso l’abbandono di carbone, petrolio e gas. Il quadro afferma che non esiste un approccio unico adatto a tutti i paesi: i governi dovrebbero prima valutare la propria dipendenza dai combustibili fossili e la capacità di cambiare, per poi individuare politiche adeguate alle proprie circostanze.
La tabella di marcia fa seguito al dibattito della COP30 a Belém, dove 85 paesi hanno chiesto che nel testo negoziato del vertice fosse inserito un piano per la transizione dai combustibili fossili. La proposta non è stata inclusa a causa dell’opposizione di altri paesi. La presidenza brasiliana ha invece dichiarato che avrebbe elaborato la tabella di marcia al di fuori del processo formale delle Nazioni Unite sul clima. I paesi non sono tenuti a seguirla né a rispondervi.
Il quadro propone un “indice di preparazione di Belém” volontario, con cui i paesi possono valutare la propria dipendenza dai combustibili fossili e la capacità di compiere la transizione. Sulla base di tale valutazione, i paesi verrebbero suddivisi in quattro “archetipi” e individuerebbero misure politiche su misura per le proprie esigenze. La tabella di marcia rileva inoltre che la transizione riguarda sia il clima sia lo sviluppo, in particolare per le economie emergenti e in via di sviluppo.
Il lavoro proposto è suddiviso in tre fasi. Da ora fino al 2028, gli sforzi dovrebbero concentrarsi sulle istituzioni e su segnali a lungo termine. Tra il 2028 e il 2030, la priorità dovrebbe essere la trasformazione dei sistemi energetici. Dal 2031 al 2033, i paesi dovrebbero ampliare la portata della transizione. La fase finale si colloca dieci anni dopo che la COP28 ha invitato tutti i paesi a contribuire all’abbandono dei combustibili fossili.
Il piano del Brasile arriva poco prima della COP31 ad Antalya, in Turchia. I copresidenti del vertice, Turchia e Australia, hanno dato priorità all’aumento della quota dell’elettricità nel consumo finale globale di energia, portandola da quasi il 24% nel 2023 al 35% entro il 2035. Il presidente della COP30, André Aranha Corrêa do Lago, ha descritto tale obiettivo come complementare alla tabella di marcia.
La reazione alla tabella di marcia in occasione della COP31 resta incerta. La leadership brasiliana della COP30 non ha previsto come il piano verrà accolto nei negoziati. Natalie Jones, consulente dell’International Institute for Sustainable Development, ha affermato che il passo successivo dovrebbe essere l’elaborazione, da parte dei governi, di piani nazionali di transizione e il loro collegamento agli impegni climatici. Ha inoltre dichiarato che i paesi dipendenti dalle entrate dei combustibili fossili avrebbero bisogno di finanziamenti e sostegno internazionali per diversificare le proprie economie e mantenere i servizi pubblici.
Fonti: Carbon Brief.
