Il piano FORTRESS America del segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth prevede basi militari progettate per favorire gli spostamenti a piedi, dotate di servizi per la comunità e più indipendenti dalle infrastrutture civili. L’approccio richiama il modello della città dei 15 minuti, che mira a rendere raggiungibili a piedi o in bicicletta da casa le necessità quotidiane.
Annunciato il 30 settembre, FORTRESS è l’acronimo di “Federal Operations for Resilience, Troop Resources, Energy, Supply, and Survivability” (operazioni federali per la resilienza, le risorse delle truppe, l’energia, l’approvvigionamento e la sopravvivenza). Il piano mira ad aiutare le principali basi del Dipartimento della Difesa statunitense a continuare a funzionare per un periodo prolungato qualora venissero tagliate fuori dalle risorse civili, provvedendo al contempo alle necessità delle persone che vi abitano e lavorano.
Una componente fondamentale dell’iniziativa, denominata “Next Great American Base”, combinerebbe una progettazione compatta e percorribile a piedi con scuole, strutture sanitarie e centri cittadini. In una presentazione del 29 ottobre, il sottosegretario aggiunto per l’energia, le installazioni e l’ambiente, Dale Marks, ha affermato che l’obiettivo era creare strutture che favorissero la qualità della vita oltre alla prontezza militare. Ha inoltre evidenziato problemi presenti negli alloggi esistenti delle basi, come muffa, impianti idraulici difettosi e tetti che perdono.
Il piano prevede anche la disponibilità di energia affidabile prodotta in loco. Al momento, l’energia nucleare è indicata come una delle opzioni principali, mentre l’articolo di partenza osserva che si potrebbero prendere in considerazione anche microreti alimentate a energia solare. Marks ha affermato che la prima nuova base dovrebbe fungere da modello per i progetti futuri e che si prevede una competizione tra gli Stati e altri soggetti interessati per ospitarla.
Il concetto di città dei 15 minuti, formalizzato nel 2016 dall’urbanista Carlos Moreno, punta a rendere accessibili a piedi o in bicicletta servizi come negozi, attività ricreative, scuole e strutture sanitarie. I suoi sostenitori citano tra i possibili vantaggi un minore ricorso all’auto, la riduzione delle emissioni e un accesso più ampio alle risorse essenziali.
Fonti: CleanTechnica.
