Il libro di Rick Wilson del 2018, Everything Trump Touches Dies, sosteneva che Donald Trump e il movimento MAGA avrebbero potuto danneggiare la reputazione, le carriere e la stabilità delle persone e delle istituzioni che si schierano con loro. Recenti saggi di Paul Krugman e Heather Cox Richardson hanno riportato quell’avvertimento nel dibattito politico attuale.
Krugman si è basato sul lavoro di Robert Pape, autore della serie su Substack Escalation Trap, per sostenere che la prospettiva che i repubblicani perdano il controllo della Camera — e forse del Senato — potrebbe rendere Trump più disposto ad assumere rischi estremi. Krugman ha paragonato la situazione al “giocare d’azzardo per risorgere”, in cui il proprietario di un’azienda in difficoltà prende decisioni altamente speculative nella speranza di evitare il collasso.
Secondo Krugman, una conquista del Congresso da parte dei Democratici potrebbe portare alla luce presunta corruzione e cattiva condotta dei due anni precedenti, creando gravi conseguenze politiche per Trump e per coloro che lo circondano. Ha sostenuto che ciò potrebbe incoraggiare il presidente ad adottare azioni volte a perturbare le elezioni, compreso un attacco all’Iran, anche se una simile mossa probabilmente peggiorerebbe le prospettive dei Repubblicani.
Richardson si è concentrata sulle notizie, citate dal Wall Street Journal, secondo cui il presidente russo Vladimir Putin avrebbe proposto un incontro con Trump e il presidente cinese Xi Jinping per discutere dell’Ucraina. Il vertice trilaterale riportato, ha scritto, elevarebbe lo status della Russia come potenza globale e segnalerebbe una rottura tra gli Stati Uniti e l’Europa — un esito che ha descritto come coerente con le ambizioni di lunga data di Putin.
Richardson ha citato anche l’esperto di sicurezza nazionale Tom Nichols, il quale ha sostenuto su The Atlantic che il presidente americano aveva abbandonato l’ordine occidentale. Ha affermato che la decisione sembrava essere motivata dagli interessi personali di Trump, dalla sua ammirazione per Putin e dal suo conflitto con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, piuttosto che dagli interessi nazionali degli Stati Uniti.
La reazione si è estesa a tutto lo spettro politico. Richardson ha osservato che l’ex procuratore federale e commentatore conservatore Andrew McCarthy ha accusato Trump di fornire a Putin “aiuto e conforto” e ha chiesto audizioni immediate del Congresso sull’escalation riferita del rapporto tra Trump e Putin. Ha inoltre evidenziato le accuse secondo cui la Russia starebbe sostenendo con informazioni d’intelligence e droni le operazioni militari dell’Iran contro gli Stati Uniti, mentre sfida gli alleati americani nella NATO.
Krugman ha avvertito che un Trump politicamente indebolito potrebbe usare l’autorità che gli resta per quella che ha definito una “predazione politica”: perseguire azioni che potrebbero essere impopolari o dannose per il Paese, ma allineate alle sue preferenze personali. Ha respinto l’idea che una sconfitta alle elezioni di metà mandato renderebbe Trump più prudente, sostenendo invece che le perdite politiche potrebbero eliminare gli incentivi alla moderazione.
L’articolo ha inoltre criticato il sostegno della Corte Suprema a una teoria estesa del potere esecutivo, nota come “esecutivo unitario”, che secondo l’autore avrebbe contribuito a rendere Trump più audace. L’argomentazione conclusiva di Richardson è stata che le garanzie del sistema costituzionale dipendono dalla difesa, da parte dei legislatori, dei propri poteri istituzionali, invece di anteporre la lealtà al partito a questi ultimi.
Il suo saggio presenta infine il rapporto di Trump con Putin e il più ampio arretramento dal sistema di sicurezza successivo alla Seconda guerra mondiale come una prova di tali garanzie. L’articolo si conclude riferendosi alle notizie secondo cui gli Stati Uniti avrebbero avvertito i Paesi del Golfo di aspettarsi nuovi attacchi contro l’Iran dopo le elezioni di metà mandato.
Fonti: CleanTechnica.