Secondo i risultati conteggiati mercoledì, gli elettori in California e Colorado hanno respinto misure referendarie con importanti implicazioni ambientali ed energetiche. I risultati si sono aggiunti a quelli di altre misure riguardanti centri dati, aziende di servizi pubblici, uso dell’acqua e entrate pubbliche in tutto il paese.

In California, la Proposition 45 sembrava avviata alla sconfitta. La proposta avrebbe modificato il California Environmental Quality Act (CEQA), fissando un limite di 365 giorni per le valutazioni ambientali dei grandi progetti e imponendo che le relative contestazioni legali fossero risolte entro 270 giorni. I sostenitori, tra cui la Camera di commercio dello Stato, sostenevano che le modifiche avrebbero accelerato la costruzione di abitazioni e infrastrutture. Gli oppositori affermavano che avrebbero potuto indebolire le valutazioni ambientali e limitare la capacità delle comunità di affrontare i danni all’aria, all’acqua e alle risorse culturali.

Con il 58 percento dei voti conteggiati nel pomeriggio di mercoledì, circa il 54 percento si era espresso contro la misura e il 46 percento a favore. La proposta poteva essere approvata con la maggioranza semplice, ma per modificarla sarebbe stato necessario il consenso dei due terzi del parlamento statale. L’ufficio apartitico Legislative Analyst’s Office stimava che, se approvata, la misura avrebbe potuto costare ai governi statali e locali più di 100 milioni di dollari all’anno, in parte a causa dei danni ambientali provocati da progetti sottoposti a valutazioni o consultazioni pubbliche limitate.

Anche gli elettori del Colorado hanno respinto l’Amendment 82. Con l’81 percento dei voti conteggiati, la misura — che avrebbe sancito il diritto costituzionale dei consumatori di acquistare gas naturale e dei fornitori di venderlo — era destinata a essere respinta. Il suo obiettivo dichiarato era impedire restrizioni alla vendita di gas naturale e alle relative infrastrutture, compresi i limiti agli allacciamenti del gas nelle nuove costruzioni. Le organizzazioni ambientaliste sostenevano che avrebbe potuto compromettere gli obiettivi climatici dello Stato e creare un precedente, inserendo nella costituzione statale tutele a favore di un singolo settore industriale.

Gli altri risultati hanno evidenziato una varietà di decisioni in materia ambientale ed energetica. Data Centers on the Ballot ha riferito che gli elettori avevano approvato 38 misure per limitare i centri dati a livello nazionale. In Michigan, gli elettori hanno approvato una proposta di iniziativa popolare che vieta alle aziende di servizi pubblici e alle società elettriche, nonché ad alcuni appaltatori governativi, di effettuare contributi elettorali.

A Tucson, in Arizona, i primi risultati hanno mostrato che gli elettori hanno respinto un accordo di concessione della durata di 25 anni con Tucson Electric Power. L’intesa avrebbe garantito alla città 64 milioni di dollari per progetti di sostenibilità e infrastrutture, mentre i critici sostenevano che avrebbe vincolato Tucson a un accordo a lungo termine con un’azienda di servizi pubblici a scopo di lucro. In Florida, gli elettori hanno approvato l’Amendment 3, una misura sulle imposte immobiliari che dovrebbe ridurre i finanziamenti ai distretti di gestione delle acque, anche di oltre 89 milioni di dollari nel 2027. Gli elettori di Corpus Christi, in Texas, hanno approvato tariffe sull’uso dell’acqua da parte delle raffinerie regionali e degli impianti chimici durante le future siccità.

Fonti: Inside Climate News.