La dorsale tedesca dell’idrogeno ha raggiunto un importante traguardo tecnico il 4 agosto 2026, quando RWE e i suoi partner hanno annunciato che l’idrogeno rinnovabile prodotto durante la fase di avviamento a Lingen era arrivato al Marl Chemical Park, a circa 120 chilometri di distanza. Il progetto ha portato in funzione elettrolizzatori, gasdotti per il gas naturale riconvertiti e impianti industriali di ricezione.

Il risultato ottenuto dal consorzio GET H2 dimostra che le apparecchiature possono funzionare insieme, ma non dimostra di per sé che l’idrogeno possa essere fornito a un prezzo commercialmente competitivo. L’annuncio non ha specificato quanto idrogeno sia stato ricevuto a Marl, quanto abbia pagato un cliente industriale o quale produzione esistente abbia sostituito.

I comunicati differivano inoltre nella descrizione dell’uso dell’idrogeno. Uno affermava che era disponibile per l’uso industriale, mentre la versione tedesca diceva che era stato utilizzato. Nessuno dei due forniva informazioni sufficienti per calcolare la conseguente riduzione delle emissioni. Poiché la rete conteneva anche idrogeno proveniente da precedenti attività di avviamento, misurare i cambiamenti negli impianti di ricezione potrebbe essere più significativo che tentare di tracciare le singole molecole.

Marl vanta già decenni di esperienza nell’utilizzo dell’idrogeno nella produzione chimica integrata. Un’ulteriore fonte di approvvigionamento potrebbe contribuire a sostituire l’idrogeno derivato dai combustibili fossili con una produzione rinnovabile, ma la domanda esistente non rende automaticamente commercialmente sostenibile una materia prima significativamente più costosa.

La distinzione è importante perché la rete centrale dell’idrogeno approvata dalla Germania si estende per 9.040 chilometri e comporta costi d’investimento previsti pari a 18,9 miliardi di euro. Gran parte della rete dovrebbe utilizzare gasdotti per il gas naturale riconvertiti. Queste cifre descrivono piani approvati e investimenti previsti, non una rete completata né un sistema i cui futuri clienti si siano tutti impegnati a utilizzare l’idrogeno.

Esistono comunque alcuni impegni industriali vincolanti. RWE ha accettato di fornire a TotalEnergies circa 30.000 tonnellate di idrogeno rinnovabile all’anno per 15 anni presso la raffineria di Leuna, a partire dal 2030. L’accordo identifica un cliente, un volume e una durata contrattuale, sebbene il prezzo non sia stato reso pubblico. Anche le normative europee sui carburanti sostengono la domanda di idrogeno rinnovabile nel settore della raffinazione.

Questo tipo di accordo offre un segnale commerciale più forte rispetto alla sola messa in servizio di un gasdotto. La questione più ampia è quanti clienti comparabili siano disponibili, quali prezzi possano sostenere e se continueranno a consumare idrogeno abbastanza a lungo da supportare gli investimenti nelle infrastrutture.

Anche le ipotesi di pianificazione europee sono diventate meno ottimistiche. La valutazione preliminare di ENTSOG dell’ottobre 2026 ha ridotto la sua ipotesi sulla domanda di idrogeno nel 2030 da 620 TWh nella valutazione del 2024 a 335 TWh, con una riduzione del 46%. L’ipotesi per il 2040 è scesa da 1.929 TWh a 1.296 TWh, con una diminuzione del 33%. Si tratta di scenari di pianificazione, non di misurazioni dei consumi attuali, ma incidono sull’economia delle infrastrutture quando i progetti dipendono dalla crescita della domanda.

Un modello indicativo dell’idrogeno consegnato attraverso il sistema di Lingen stima un costo di circa 9,06 euro al chilogrammo dopo aver considerato un sostegno al capitale ipotizzato, rispetto a un parametro di riferimento di 3 euro al chilogrammo per l’idrogeno convenzionale. Si tratta di cifre riferite a uno scenario, non dei costi effettivi di RWE né del prezzo non divulgato pagato a Marl. Illustrano tuttavia la difficoltà per i produttori industriali che competono sui mercati internazionali.

L’idrogeno resta una materia prima industriale importante e i collegamenti tra produttori e clienti con una domanda duratura potrebbero rivelarsi preziosi. Il traguardo di Marl conferma che il sistema pianificato dalla Germania può iniziare a operare, ma la sua sostenibilità a lungo termine dipenderà dalla dimostrazione che i clienti e i prodotti da essi realizzati possano sostenere gli investimenti necessari.

Fonti: CleanTechnica.