La Reflecting Pool del Lincoln Memorial ospita alghe sin dalla sua costruzione, negli anni Venti. Un articolo di CleanTechnica presenta questa crescita come un improbabile esempio del potenziale delle alghe per i biocarburanti e osserva che il presidente Donald Trump vi ha pronunciato il suo messaggio conclusivo per il ciclo elettorale delle elezioni di metà mandato del 2026 il 2 novembre 2026.

La vasca sorge su terreni ricavati colmando antiche paludi. La crescita delle alghe è proseguita anche dopo una radicale ristrutturazione, completata nel 2012, che ha incluso un sistema di circolazione dell’acqua. Secondo l’articolo, Trump ha presentato la vasca come un modo per richiamare l’attenzione sulla biomassa e sui biocarburanti prodotti negli Stati Uniti, utilizzando infrastrutture esistenti anziché terreni agricoli per colture energetiche. A quanto riferito, le immagini satellitari hanno mostrato alghe rigogliose nell’estate del 2026.

I biocarburanti commerciali dalle alghe non hanno ancora compiuto progressi significativi, nonostante l’interesse per il potenziale della tecnologia, che consente una crescita rapida e un elevato contenuto di oli. CleanTechnica segnala alcune iniziative recenti, tra cui un progetto della startup britannica HutanBio, che sta collaborando con partner irlandesi a un sistema previsto in Oman. L’azienda afferma che il suo ceppo di microalghe può essere coltivato in acqua marina, su terreni costieri non arabili, utilizzando la luce solare e la CO₂. Si prevede che un impianto dimostrativo sarà operativo entro la fine del 2027.

Anche la giapponese Mazda sta svolgendo ricerche sui biocarburanti da microalghe, con il sostegno della New Energy and Industrial Technology Development Organization del Paese. Il programma è ancora in fase iniziale e, secondo l’articolo, l’ampliamento della produzione è previsto negli anni Trenta. Separatamente, ricercatori dell’Università di Saitama hanno sviluppato un ceppo di cianobatteri che rilascia acidi grassi liberi nel mezzo di coltura, evitando potenzialmente la necessità di distruggere le alghe durante la raccolta.

L’articolo ripercorre anche il tentativo statunitense, rimasto senza esito, di ExxonMobil, che ha interrotto il proprio programma sui biocarburanti dalle alghe dopo averlo promosso con una campagna pubblicitaria. Nel 2019 il procuratore generale del Massachusetts ha fatto causa alla società, sostenendo che la sua pubblicità avesse tratto in inganno consumatori e investitori su questioni legate al clima. Secondo l’articolo, uno scienziato che aveva lavorato al programma ha poi testimoniato che le affermazioni contenute negli annunci erano «palesemente false».

Fonti: CleanTechnica.