La start-up belga Noak ha raccolto 5 milioni di euro in finanziamenti iniziali per aumentare la produzione e industrializzare la sua tecnologia solare tandem perovskite-silicio. L’azienda è stata creata come spin-off del centro di ricerca e sviluppo imec, con sede a Lovanio, e dell’Università di Hasselt (UHasselt).
I finanziamenti provengono dalla Helios Foundation del Belgio, dalla società di investimenti climatici Nuhma e da V2HFin, una filiale interamente controllata da Flemish Energy Holding che investe in start-up e scale-up fiamminghe.
Noak si basa sulla proprietà intellettuale sviluppata da imec e UHasselt attraverso oltre un decennio di ricerca presso l’Institute for Materials Research dell’università. La sua tecnologia utilizza una struttura a strati di perovskite basata su composizioni chimiche proprietarie e metodi di deposizione scalabili.
Secondo imec e UHasselt, la tecnologia è stata sottoposta a cinque anni di test all’aperto in più di dieci siti tra Asia, Europa e Nord America. Gli ambienti di prova comprendevano luce solare intensa, piogge abbondanti, calore estremo e temperature inferiori allo zero. La prossima fase di sviluppo si concentrerà sulla dimostrazione della stabilità e delle prestazioni a lungo termine su scala industriale, che i partner considerano importanti per la bancabilità e l’implementazione commerciale.
Il design della cella tandem è abbinato alla lamina proprietaria di Noak con contatti posteriori in tessuto 3D. Posizionando i collegamenti elettrici sul retro della cella, l’approccio elimina la necessità di metallizzazione sul lato anteriore, riducendo potenzialmente le perdite dovute all’ombreggiamento e migliorando l’utilizzo dei materiali e il riciclaggio a fine vita.
Le celle possono inoltre essere suddivise in sottocelle più piccole collegate in serie e in parallelo. Noak afferma che ciò offre flessibilità progettuale e può ridurre il consumo di metalli, compreso l’impiego di materiali costosi e scarsi.
L’amministratore delegato Geert Palmers ha dichiarato che Noak mira a costruire una catena del valore attraverso partnership industriali in tutto il mondo, evitando al contempo la dipendenza da catene di approvvigionamento vulnerabili di materiali critici. L’azienda ha affermato che questo approccio dovrebbe aiutarla a operare in un contesto caratterizzato da misure protezionistiche e mercati globali volatili.
Fonti: pv magazine.